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Stefano Leone, direttore di AlberobelloNotizie.it
Stefano Leone, direttore di AlberobelloNotizie.it

Liste civiche, è vera gloria?

L’EDITORIALE DEL DIRETTORE

di Stefano Leone

La tornata elettorale di domenica appena trascorsa, 10 giugno, l’ennesima di un Paese in eterno e continuo esercizio di voto, (che comunque si voglia considerare pur nella sua perpetua ripetitività, è pur sempre il segnale più tangibile di essere in democrazia), ha dato pragmaticamente il segno di uno scollamento, ancora una volta, fra il modo di fare della politica, le sue diatribe inutili e la gente. Il voto amministrativo di domenica scorsa, (che in molti casi avrà lo strascico del ballottaggio il prossimo 24 giugno), ha mostrato ancora una volta la stanchezza, l’atteggiamento svogliato, quell’aria di disinteresse per qualcosa che da tempo ormai ha perso il suo più alto senso e si è ridotta, a teatrini del “tu sei somaro io sono bravo”, senza che tutta questa sproloquiante sapiente maestria politica porti poi effettivamente qualcosa ai cittadini. In questa occasione un fatto è stato inconfutabilmente acclarato, (anche se ormai da tempo che si era notato), il brulicante proliferare delle cosiddette “liste civiche”. L’analisi sulle motivazioni che le hanno portate, ormai da tempo, alla nascita ci condurrebbe lontano e merita approfondimento specifico ma, va constatato che ormai sono la parte del leone nella savana delle liste ad ogni tornata elettorale. L’acclarato fallimento, dei partiti diventati ormai da tempo qualcosa alla quale citarne l’appartenenza è imbarazzante, le liste civiche stanno diventando più dei contenitori “svuotatasche”, all’interno dei quali va dentro tutto, che vere e proprie formazioni politiche in grado di presentare programmi e proposte. Paletti di supporto al candidato alla carica “istituzionale”, annoverano candidati senza nessuna velleità di essere eletti ma hanno l’unico scopo di essere soggetti attuatori di raccolta voti. Ma come sempre la politica saprà, a tempo debito, cambiare pelle come spessissimo usa fare e terminerà anche il tempo delle “civiche” per far posto chissà, magari ad una metodologia completamente nuova di presentarsi agli elettori.