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Massimo Cassano durante il suo intervento
Massimo Cassano durante il suo intervento

Massimo Cassano: “Ora devono governare”

ANALISI A TUTTO CAMPO PER L’EX SENATORE BARESE IN UNA AFFOLLATISSIMA CONFERENZA; LUCIDO E SENZA LIVORE MA SENZA PELI SULLA LINGUA; “ADESSO DIMOSTRINO DI FARE CIO’ CHE HANNO PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE”

di Stefano Leone

Massimo Cassano durante le interviste con la stampa intervenuta

Massimo Cassano durante le interviste con la stampa intervenuta

“Ora hanno vinto e devono governare; devono mantenere le promesse fatte in campagna elettorale”. Esordisce così Massimo Cassano nella conferenza di questa mattina nella sala conferenze dell’Interporto di Bari. Una sala gremitissima di amici, sostenitori, elettori e simpatizzanti oltre ai giornalisti, attenti a cogliere le sfumature di fine campagna elettorale. A giudicare dal seguito che riscuote, si fa fatica a pensare che Cassano non sia stato eletto. Il magone per la mancata elezione c’è e non lo nasconde ma il piglio del guerriero non lo mette da parte. La campagna elettorale è terminata, i giochi sono fatti ed ora è tempo di analisi e riflessioni. “E’ stata la peggiore campagna elettorale che io abbia affrontato. Ho subito minacce, offese molto pesanti per me e per la mia famiglia, insomma una campagna elettorale più basata sul vilipendio che sulle proposte”. Lo dice con il suo consueto atteggiamento di sobrietà e moderazione ma con decisione e senza peli sulla lingua. “Purtroppo abbiamo pagato lo scotto del senso di ribellione della gente stanca e mortificata che ha creduto così a promesse che, già a pochi giorni dalla chiusura delle elezioni, vacillano. Ora hanno vinto e devono governare – lo ribadisce più volte l’ex senatore barese quasi come volesse inciderlo in modo indelebile – vediamo se riusciranno a farlo. Noi da parte nostra – alludendo al centrodestra – dobbiamo ripartire da questa sconfitta per cambiare metodi e modalità”. Secondo Cassano, via tutti coloro i quali non hanno “territorialità” nel senso che non vivono e conoscono il territorio, “per far questo bisognerà ripartire innanzitutto dalle primarie come strumento di scelta del candidato del centrodestra a partire dalle amministrative del prossimo anno per il Comune di Bari; chi non ha rappresentatività sul territorio deve uscire dalla politica e questo per il bene della gente. Il centrodestra deve ripensare il modo di fare politica, senza imposizioni di candidati dall’alto ma con ragionevolezza e pragmaticità presentando ai cittadini candidati che vivono in mezzo alla gente e con la gente parlano, ascoltano e interagiscono”. Poi un accenno ai numeri, anche per togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti di chi, dopo i risultati, ha ventilato che forse non era stato fatto abbastanza per contrastare lo tsunami giallo dei 5Stelle: “Abbiamo fatto il massimo in queste condizioni, con una legge elettorale incredibilmente pasticciata e messa su per premiare chi non ha consensi sul territorio; siamo partiti da “numeri piccoli” per arrivare a numeri importanti come nel caso di Bari città oppure Bitonto, ad esempio, questo si riesce a fare solo avendo il consenso della gente”. Insomma, qualche straccio era inevitabile che volasse in casa centrodestra ma a partire proprio da Massimo Cassano i protagonisti del partito azzurro sono più che mai decisi a rimboccarsi le maniche e cominciare proprio dal territorio riprendendosi la città di Bari e la Regione Puglia.